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(LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL TRADUTTORE, MICHELE ORINI)

Articolo pubblicato da Vicenç Navarro nella rubrica “Dominio Publico” del quotidiano PÚBLICO, il 30/07/2013

In questo articolo si analizza lo smantellamento del sistema sanitario nazionale inglese da parte del Governo Cameron, e si mostrano le analogie con le politiche di austerità portante avanti contro il settore sanitario spagnolo da governanti con simili sensibilità politiche.

Il direttore della rivista Lancet (Richard Horton), la rivista medica inglese più prestigiosa al mondo ha appena scritto sulla rivista britannica New Statesman (12/07/2013) una recensione del libro “NHS SOS: How the NHS Was Betrayed – and How We Can Save It” (di Jacky Davis e Raymond Tallis), nel quale si criticano in maniera devastante le riforme realizzate dai governi laburisti e conservatori (con l’aiuto degli alleati liberal-democratici). Richard Horton li accusa di aver smantellato quello che perfino Winston Churchill aveva definito il fiore all’occhiello dello Staro Previdenziale inglese: il National Health Service, NHS (servizio sanitario nazionale). Il NHS è stato un servizio molto apprezzato che garantiva l’accesso universale ai servizi sanitari pubblici (ovvero a tutti i cittadini e residenti nel Regno Unito), senza forme di pagamento diretto da parte dei cittadini, ed interamente finanziato da fondi pubblici. Un sistema che tra l’altro presenta grandi analogie con il sistema sanitario spagnolo (ed italiano, ndt).

Risulta molto interessante sottolineare le analogie tra il processo di smantellamento del sistema sanitario inglese e ciò che sta succedendo in Spagna ed in Catalogna. Richard Horton sostiene che il colpo di grazia al NHS ha coinciso con la pubblicazione da parte del governo presieduto dal primo ministro conservatore Cameron della relazione “Equity and Excellence: Liberating the NHS”, e l’applicazione delle linee guida delineate in tale documento da parte del Governo. Questa relazione è stata pubblicata a soli due mesi di distanza dall’insediamento del Governo e, nonostante confermi retoricamente l’impegno a rispettare i principi di equità, universalità e finanziamento pubblico, propone una serie di misure che in pratica diluiscono considerevolmente ognuno di questi principi, con la scusa di migliorare l’efficienza del sistema. L’efficienza era (nuovamente in maniera retorica) lo slogan principale di tali riforme. Il punto centrale della relazione era privatizzare la gestione e la fornitura di servizi aggiungendo, stando alla relazione, competitività al sistema sanitario pubblico.

Come sostiene Richard Horton, nonostante la relazione si presentasse come tecnica, neutrale ed oggettiva, era profondamente ideologica. Il suo carattere ideologico appare evidente nel momento assiomi politici di chiara orientazione liberista vengono presentati come ovvi e scientifici, senza però presentare nessuna prova che li potesse supportare. In realtà, sostiene Richard Horton, la maggior parte degli studi scientifici presentano conclusioni opposte a ciò che nella relazione veniva giustificato come scientifico. Come sostiene giustamente Richard Horton “è straordinario che ancora oggi si affermino queste posizioni quando il sistema più privatizzato del mondo, sia in termini di finanziamento che di gestione, ovvero il sistema statunitense, sia non solo il più caro, ma anche il meno utile agli usuari, il meno apprezzato ed il più inefficiente.” E questo è quello che sta succedendo nel Regno Unito. Le riforme hanno rappresentato in attacco frontale al NHS, promuovendo un’estesa privatizzazione che ha beneficiato esclusivamente la sanità privata, e creando in questo modo un sistema duale, come quello già esistente in Catalogna, che riduce la coesione sociale, divide e separa la popolazione in quanto all’assistenza sanitaria, secondo il reddito e la classe sociale.

I promotori della controriforma

Il libro recensito da Richard Horton è una critica devastante non solo alle riforme, ma anche ai promotori ed agli agenti che giocarono un ruolo chiave nella loro elaborazione ed applicazione. La critica più forte ricade sui partiti Conservatore e Liberal-Democratico che, in maniera chiara, sfacciata ed ovvia hanno difeso gli interessi finanziari e corporativi privati di coloro che volevano mettere le mani sul NHS, rimasto intoccabile fino a quel momento. Ma Richard Horton include nella sua critica anche il Partito Laburista, che aveva anteriormente creato le basi per queste riforme, avendo voluto introdurre elementi di mercato e privatizzazioni in settori importanti del NHS. La massiccia estensione di queste riforme a tutto l’NHS non riduce le colpe del partito Laburista che ha marcato i primi passi che hanno poi aperto la possibilità ai partiti conservatore e liberal-democratico di seguire più tardi la stessa strada. Richard Horton è particolarmente critico con quei dirigenti laburisti che promossero tali riforme e che adesso lavorano per le compagnie private che gestiscono il sistema. Questi vengono chiamati in causa con nome e cognome, e criticati in maniera chiara, forte e contundente.

Ma la lista di Richard Horton è molto più lunga. Comprende fondazioni tipo la King’s Fund ed altre, che erano i think-tank nelle quali queste riforme furono ideate. Ed infine Horton e gli autori del libro sono critici con l’establishment medico, compreso quello accademico, per quella che chiama senza mezzi termini codardia. Horton sostiene che l’establishment sapeva che queste riforme avrebbero danneggiato l’NHS, ma ha preferito non dire nulla, e non confrontarsi con le strutture del potere. Conclude Horton scrivendo: “se c’è un inferno, spero di potervi incontrare un giorno tutti coloro che tradirono il NHS, sia per interesse personale che per codardia.”

Come detto in precedenza, le analogie con quello che sta succedendo in Spagna, ed in Catalogna, sono enormi. I partiti conservatori e liberisti stanno portando avanti cambiamenti che sono in tutto e per tutto repliche delle riforme che ha fatto il Governo Cameron nel Regno Unito, utilizzando la stessa retorica ed argomentazione. E, come nel Regno Unito, il Partito Socialista ha posto, in varie occasioni, le basi per queste controriforme. È evidente che durante i Governi socialisti si fecero riforme di grande valore per difendere e migliorare la sanità pubblica, sia in Spagna che in Catalogna. Ma la loro eccessiva moderazione e l’apertura al pensiero liberista in certe aree hanno permesso che lo tsunami neoliberista prima s’infiltrasse e poi dominasse. Questo tsunami neoliberista, portato avanti dai governi conservatori sta smantellando il sistema sanitario nazionale sia in Spagna che in Catalogna.

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